Ti trovi qui:HOME»Aree Tematiche»Cultura

Cultura e Territorio

Piccolo centro situato all'estremo sud della provincia di Brindisi, al confine con quella di Lecce dista circa 18 km dal capoluogo e 17 km da Lecce ed è situato a 28 m sul livello del mare. Ha una superficie di 32,18 chilometri quadrati per una densità abitativa di 159,3 abitanti per chilometro quadrato. Si trova vicino ai comuni di San Pietro Vernotico, Lecce e Squinzano. Ha una popolazione di 5.404 abitanti distribuita in 1.921 nuclei familiari, con una media per nucleo familiare di circa 3 componenti, ed è il meno abitato della provincia.

Nella campagna del paese è presente un sito archeologico che riguarda una città messapica denominata Valesio. È anche da tale città, che si pensa siano venuti i primi abitanti di Torchiarolo. Il paese ha origini antiche tanto che viene fatto risalire alla fine del Cinquecento, periodo in cui Torchiarolo era un piccolo Paese che palpitava di vitalità religiosa. L'etimologia della parola risente verosimilmente proprio degli sforzi che il piccolo paesino, molto vicino al mare e perciò facilmente esposto a razzie, profondeva per contrastare gli attacchi dei Turchi che già nel XV secolo s'erano affacciati sulle spiagge adriatiche del Salento. Anticamente, quindi, la parola Torchiarolo, aveva origine certa da Turchi o proprio Turchia, e quindi già nel '400 e '500 Torchiarolo poteva significare "mattatoio" per i Turchi. Il termine “Torchiarolo” deriva dall'avverbio latino "Turce" usato nei registri di morte per indicare un'uccisione barbarica, cioè alla turca, con scimitarre. Di quest'origine ne è prova lo stemma Municipale di Torchiarolo, già comune prima del Seicento, che rappresentava un turco legato con catene ad una torre. Torchiarolo si estende su un territorio che, anticamente paludoso, è stato bonificato nei primi decenni del Novecento. Oggi esso abbonda di interminabili vigneti e annosi oliveti, che la rendono ridente e profumata. Questa sua caratteristica ha sorretto l'idea che oggi la parola "Torchiarolo", con l'accezione di "Torchio d'oro”, possa riferirsi anche alla spremitura di olive e uva per la produzione di olio e vino.

Nel XVI, Torchiarolo, divenne il feudo dei discendenti della potente famiglia di cavalieri combattenti Nanteuil-Chattilon (italianizzata Natoli o dell'Antoglietta). Nel 1465 Re Ferdinando I di Napoli, confermò con decreto barone di Torchiarolo Giovanni Matteo Natoli († 1533), già Barone di Ruffano, Vaste, Casamassella. Alla sua morte ereditò i feudi e divenne baronessa di Torchiarolo sua sorella Arminia († 1542), moglie di Ferrante delli Falconi Barone di Rocca.

Fonte: Wikipedia